Perugia (giovedì, 27 novembre 2025) — Qualche giorno fa una donna, mentre camminava nella zona di Ponte d’Oddi, è stata raggiunta da un colpo di pistola. La stessa ha parlato dell’accaduto e delle emozioni provate durante e subito dopo.
di Giuseppe Patti
Helga non dimenticherà facilmente quel momento: un rumore violentissimo, il finestrino che esplode e i frammenti di vetro che invadono l’abitacolo. La sua prima reazione è stata voltarsi verso la figlia, seduta sul seggiolino proprio accanto al punto d’impatto. Il colpo, come ormai accade da settimane nella zona tra Ponte d’Oddi e San Marco, sarebbe stato sparato con un’arma ad aria compressa da quello che i residenti hanno ribattezzato il “cecchino” del quartiere. I casi accertati sono almeno cinque, ma potrebbero essere molti di più.
Helga racconta di aver rallentato volutamente dopo aver letto delle precedenti aggressioni e per aver saputo che anche un’amica aveva visto la propria auto colpita. È riuscita a fermarsi pochi metri dopo, in una piccola piazzola. La bambina, fortunatamente, non ha riportato ferite, sebbene fosse coperta di vetri. Il timore maggiore era per gli occhi, l’unica parte non protetta.
Come molte altre famiglie, anche Helga ora evita quel tratto durante le ore serali, scegliendo percorsi alternativi. Ritiene che la situazione sia troppo pericolosa per essere sottovalutata: un colpo improvviso potrebbe provocare reazioni gravi, soprattutto in conducenti più fragili.
Dopo essersi accertata delle condizioni della figlia, ha chiamato immediatamente la polizia. Gli agenti hanno escluso l’ipotesi del sasso e un automobilista di passaggio ha riferito di essere stato colpito nello stesso punto giorni prima. Nessun proiettile è stato rinvenuto nell’auto, forse espulso dall’urto, ma il danno è evidente. Di chi abbia sparato, però, Helga non ha visto nulla: solo la certezza che il colpo provenisse dall’area tra i cassonetti e un grande pino.
Last modified: Novembre 27, 2025


