Todi (martedì, 20 maggio 2025) — Un 44enne di Todi aveva investito un capriolo uscito dal bosco, per la giustizia è sia colpa dell’animale, che dell’automobilista e della regione Umbria.
di Giuseppe Patti
Un 44enne di Todi ha ottenuto un risarcimento parziale dopo un lungo iter giudiziario legato a un incidente avvenuto il 20 ottobre 2020 lungo la SS 3 bis E45, nel territorio comunale di Todi. Mentre guidava in direzione sud, l’uomo si era scontrato con un capriolo sbucato improvvisamente sulla carreggiata, provocando danni all’auto per circa 13.700 euro.
Assistito dall’avvocato Roberto Romani, l’automobilista ha citato in giudizio la Regione Umbria, ritenendola responsabile per mancata prevenzione e contenimento della fauna selvatica, come previsto dal Piano Faunistico Venatorio. Tuttavia, il Tribunale civile di Spoleto aveva rigettato la richiesta per mancanza di prove sufficienti circa la dinamica dell’incidente e la prudenza nella guida.
La decisione è stata successivamente impugnata presso la Corte d’appello, che ha riformato la sentenza. I giudici hanno ribadito che, in caso di impatto con animali selvatici, sia il conducente che l’ente gestore della fauna devono fornire prove per escludere la propria responsabilità. In questo caso, né il guidatore ha dimostrato una condotta pienamente diligente, né la Regione ha fornito prova del caso fortuito, ovvero dell’imprevedibilità assoluta del comportamento dell’animale.
In assenza di una piena prova liberatoria da entrambe le parti, la Corte ha optato per un concorso di colpa, stabilendo un risarcimento parziale pari a 4.912,50 euro e disponendo la compensazione delle spese legali.
Last modified: Maggio 20, 2025


