Perugia (mercoledì, 13 agosto 2025) — Gli avevano fatto delle trattenute sulla buonuscita dal lavoro, ma secondo lui non ne avevano diritto. Quindi il ricorso e la vittoria sul Fisco, pensionato dovrà ricevere indietro le trattenute sull’Irpef.
di Giuseppe Patti
Con la sentenza n. 340/2025, la Corte di giustizia tributaria di Perugia ha dato ragione a un pensionato, ordinando all’Agenzia delle Entrate di restituire le trattenute Irpef applicate sulla sua buonuscita. Secondo i giudici, l’imposta era stata calcolata in modo illegittimo, poiché comprendeva anche la quota previdenziale versata dal lavoratore, che per legge non deve essere tassata.
La vicenda prende avvio nel maggio 2024, quando l’ex dipendente, collocato a riposo, aveva presentato istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate, sostenendo l’erroneità del prelievo. Il silenzio-rifiuto dell’amministrazione lo aveva spinto a rivolgersi alla giustizia tributaria.
Nel pronunciarsi, i giudici hanno affrontato anche un vizio formale iniziale: la diffida era stata inviata dall’avvocato senza procura, ma la successiva ratifica “ad litem” ha sanato la procedura, in linea con un orientamento consolidato della Cassazione. Entrando nel merito, la Corte ha confermato che il calcolo dell’Agenzia era contrario alla normativa vigente, richiamando la recente sentenza n. 27341/2024 della Suprema Corte, che esclude dall’imponibile fiscale i contributi previdenziali a carico del lavoratore.
L’Agenzia delle Entrate è stata condannata a restituire le somme indebitamente trattenute, con interessi e rivalutazione monetaria. Inoltre, le spese processuali sono state compensate integralmente, riconoscendo la particolarità e la novità giuridica della questione. Una decisione che potrebbe aprire la strada ad altri ricorsi simili da parte di pensionati nella stessa situazione.
Last modified: Agosto 13, 2025


