Scritto da 1:02 pm Perugia, Politica

Il Tar sull’appalto da 72 milioni di euro per la salute pubblica

Perugia (lunedì, 15 dicembre 2025) — Il Tar dell’Umbria ha respinto il ricorso su un maxi appalto da 72 milioni di euro. Stabilito che l’iscrizione alla white list antimafia non era obbligatoria. Decisiva la natura riabilitativa, e non ristorativa, della preparazione dei pasti. Confermata la legittimità dell’aggiudicazione.

di Giuseppe Patti

Si chiude con una sentenza netta la vicenda giudiziaria legata all’appalto da oltre 72 milioni di euro per i servizi di assistenza a pazienti con patologie psichiatriche e dipendenze, bandito dall’Azienda Usl Umbria 2. Il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria ha respinto il ricorso presentato dalla cooperativa “Nuova Luce”, che contestava l’aggiudicazione per la mancata iscrizione alla cosiddetta white list antimafia.

Secondo i giudici, l’iscrizione all’elenco dei soggetti non esposti a rischio di infiltrazioni criminali non era obbligatoria in questo caso specifico. Pur riconoscendo che la normativa sulla white list può applicarsi alla somministrazione di pasti, il Tar ha chiarito che la legge va interpretata in modo proporzionato. Nell’appalto in questione, infatti, la preparazione dei pasti rappresenta solo una parte marginale del servizio, pari a poco più del 5% del valore complessivo.

Il capitolato descrive questa attività non come ristorazione o catering, ma come strumento terapeutico e riabilitativo, con il coinvolgimento diretto degli utenti per favorirne l’autonomia. Non è prevista la figura del cuoco, ma quella di educatori e operatori socio-sanitari.

Il Tar ha inoltre evidenziato che il raggruppamento vincitore risultava comunque in regola al momento dell’aggiudicazione. Una decisione che conferma la correttezza dell’intera procedura e che pone un importante precedente sull’applicazione delle norme antimafia in ambito socio-sanitario.

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Last modified: Dicembre 15, 2025
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