Perugia (giovedì, 24 luglio 2025) — Arcisolidarietà si è schierato contro l’ordinanza antiprostituzione emessa dalla sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi.
di Giuseppe Patti
Arcisolidarietà esprime forti critiche nei confronti dell’ordinanza “antiprostituzione” emanata dalla sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, su richiesta della Questura. Secondo l’associazione, il provvedimento riprende quasi integralmente quello dell’amministrazione precedente, affrontando il tema del “degrado urbano” e della “pubblica decenza” senza però proporre misure concrete per contrastare lo sfruttamento o la tratta, né per tutelare chi lavora nel sex work.
Dal 1998 Arcisolidarietà opera con l’Unità di Strada Cabiria in Umbria, a sostegno delle persone che esercitano il lavoro sessuale, in un’ottica di autodeterminazione e tutela dei diritti. L’associazione contesta l’utilizzo della prostituzione come leva per interventi securitari e stigmatizzanti, sottolineando l’assenza di segnali concreti che indichino un aumento di presenze in strada nel perugino. Anzi, riferisce di un netto calo negli ultimi dieci anni, in linea con il trend nazionale.
Arcisolidarietà ritiene inoltre che ordinanze simili, spingendo il fenomeno lontano dagli spazi pubblici, rendano le persone più esposte a violenze e difficili da raggiungere con interventi sociali. L’associazione invita a un cambio di prospettiva, evidenziando come il linguaggio dell’ordinanza possa contribuire a rafforzare stereotipi dannosi per tutte le donne.
Durante un primo incontro con la sindaca Ferdinandi e l’assessora Spera, Arcisolidarietà ha chiesto l’apertura di un tavolo di confronto per rivedere l’approccio al fenomeno e valutare un possibile ritiro dell’ordinanza.
Last modified: Luglio 24, 2025


