Perugia (martedì, 9 dicembre 2025) — Le carceri umbre sono in forte sofferenza a causa di un sovraffollamento crescente. Nonostante il calo degli arresti, il numero dei detenuti presenti è aumentato. Preoccupano anche le aggressioni al personale e l’introduzione illegale di telefoni e droga.
di Giuseppe Patti
Negli istituti penitenziari dell’Umbria si registra una situazione sempre più critica legata al sovraffollamento. I dati emersi da un confronto tra Procura generale e Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria mostrano un paradosso evidente: a fronte di un calo degli arresti, scesi da 648 a 510 negli ultimi anni, il numero complessivo dei detenuti presenti è aumentato sensibilmente, passando da 1.334 a 1.675. Questo ha determinato un tasso di sovraffollamento di circa il 25% rispetto alla capienza regolamentare.
Le situazioni più problematiche riguardano gli istituti di Perugia e Terni, dove il sovraffollamento supera il 35%, e la casa di reclusione di Spoleto, soprattutto nella sezione di media sicurezza. L’aumento è dovuto anche al trasferimento di detenuti da altre regioni per motivi di ordine pubblico.
Destano forte preoccupazione le condizioni di sicurezza interna: nel solo ultimo anno si sono registrate oltre 80 aggressioni fisiche ai danni degli agenti di polizia penitenziaria. Crescono anche i sequestri di telefoni cellulari, passati da 73 a 104 in un anno, oltre ai casi di droga e armi rudimentali rinvenute all’interno delle strutture, fenomeni che mettono a rischio la funzione rieducativa del carcere.
Last modified: Dicembre 9, 2025


