Perugia (giovedì, 11 dicembre 2025) — L’Anci ha presentato la campagna “Mai bandiera bianca”, dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne. Il progetto coinvolge Comuni, Regioni e Governo e si basa su un impegno diffuso e continuo. La campagna sottolinea l’importanza della prevenzione, dell’educazione e della continuità dei servizi.
di Giuseppe Patti
La campagna nazionale “Mai bandiera bianca”, promossa da Anci con il Dipartimento Pari Opportunità, è stata presentata come un segnale forte e corale contro la violenza sulle donne. Il presidente Anci, Gaetano Manfredi, ha illustrato i dati del dossier annuale, sottolineando il grande lavoro svolto dai Comuni: l’86% delle amministrazioni dei capoluoghi realizza progetti di prevenzione nelle scuole, mentre quasi il 90% ospita centri antiviolenza attivi. Nei territori più piccoli, invece, prevalgono sportelli di ascolto e servizi consortili.
Manfredi ha richiamato però una criticità ricorrente: la discontinuità dei finanziamenti, spesso legati a progetti a tempo. Per questo ha auspicato un sistema più stabile e strutturato, capace di garantire servizi permanenti. A sostegno dell’iniziativa è intervenuta anche la ministra Roccella, ribadendo che nessuna politica può essere efficace senza radicamento nei territori.
Particolarmente intenso il contributo della delegata Anci alle Pari Opportunità e sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, che ha definito la violenza di genere “una ferita della nostra democrazia”. Il claim rovescia il significato della bandiera bianca trasformandolo in un simbolo di forza collettiva. La campagna prevede che gli 8.000 Comuni italiani espongano il vessillo tutto l’anno, per affermare un impegno costante e visibile. L’iniziativa punta anche ai più giovani, attraverso ambassador capaci di contrastare stereotipi e modelli distorti, ricordando che educazione e consapevolezza sono strumenti fondamentali per prevenire ogni forma di abuso.
Last modified: Dicembre 11, 2025


