Foligno — Il giudice ha disposto la perizia psichiatrica per Scilla Bertini, la donna è accusata di aver ucciso il padre a causa di alcune spese folli. Adesso toccherà al perito decidere per la sanità mentale della donna.
di Giuseppe Patti
Il giudice per le indagini preliminari di Spoleto ha disposto una perizia psichiatrica su Scilla Bertini, detenuta da otto mesi con l’accusa di aver ucciso il padre ottantacinquenne. L’incidente probatorio servirà a chiarire se la donna fosse in grado di intendere e di volere al momento dei fatti e se oggi possa partecipare consapevolmente al processo.
La vicenda risale allo scorso marzo, quando il corpo dell’anziano fu trovato nella casa di via Emilia a Foligno. In un primo momento la figlia aveva riferito di una morte naturale, giustificando le condizioni del padre come già molto critiche. Ma l’autopsia eseguita dal medico legale Sergio Scalise Pantuso aveva alimentato forti dubbi: il decesso sarebbe avvenuto diversi giorni prima della chiamata ai soccorsi e sul collo dell’uomo erano stati individuati chiari segni compatibili con uno strangolamento.
Secondo la ricostruzione accusatoria, la donna, 44 anni, avrebbe soffocato il padre a mani nude, forse dopo una discussione legata alla gestione dei suoi risparmi. Proprio nelle settimane che hanno preceduto la morte, infatti, la carta di credito dell’anziano – utilizzata abitualmente per spese quotidiane e farmaci – avrebbe registrato acquisti anomali, tra cosmetici, abbigliamento e profumi.
La difesa, guidata dall’avvocato Marusca Margutti, respinge l’ipotesi dell’omicidio e sostiene che l’anziano sia morto per cause naturali, forse in seguito a una caduta. In questo quadro, la perizia psichiatrica appena disposta rappresenta un passaggio decisivo per stabilire lo stato mentale dell’indagata e la sua capacità di affrontare il procedimento penale.
Last modified: Novembre 14, 2025


