Perugia — Un incidente in moto le aveva inevitabilmente cambiato la vita, ma il giudice le riduce il risarcimento in denaro perché parte della colpa per l’incidente è proprio la sua.
di Giuseppe Patti
Undici anni dopo il grave incidente avvenuto il 29 luglio 2014 sulla strada di Solfagnano, a Perugia, si è concluso il lungo iter giudiziario relativo al sinistro che cambiò la vita di una donna allora 52enne. La Corte d’appello civile di Perugia ha parzialmente modificato la sentenza del Tribunale, riducendo le percentuali di responsabilità ma confermando il diritto della vittima a ricevere un risarcimento.
Quel giorno, la donna stava tornando a casa dopo il lavoro come bracciante agricola, in sella al suo scooter, quando si scontrò con un’auto che stava per svoltare nel vialetto d’ingresso di un’abitazione. L’impatto la fece cadere violentemente a terra, provocandole gravi fratture al braccio sinistro e lesioni permanenti, con un’invalidità stimata al 42%.
In primo grado, il giudice aveva attribuito la colpa principale all’automobilista (90%), sostenendo che avesse invaso la corsia opposta per svoltare. Tuttavia, in appello, i magistrati hanno riconosciuto anche un comportamento imprudente della donna, che avrebbe superato il limite di velocità di 20 km/h nonostante la pioggia e non avrebbe mantenuto rigorosamente la destra. Per questo, la Corte ha ricalcolato le quote di colpa: 70% all’automobilista e 30% alla conducente dello scooter.
Il risarcimento complessivo, seppur ridotto, resta significativo: 236.261,24 euro, comprensivi di danni biologici, patrimoniali e di un incremento del 15% per l’impatto esistenziale sulla sua vita. Confermato anche il rimborso di 95.464,93 euro all’Inail, che aveva indennizzato l’infortunio in itinere.
Last modified: Ottobre 29, 2025


